Matriarca

Matriarca

Nella dinamica psichica e nella società il Sé Matriarca è importante come il Patriarca. Perciò anche a questo sé ho riservato due parti, in modo da mettere meglio a fuoco la sua funzione nella psiche maschile (prima parte) e in quella femminile (seconda parte).

 

La Matriarca interiore è quell’energia, presente nell’uomo e nella donna, che apprezza e valuta le qualità del femminile e della donna come superiori al maschile e all’uomo in generale. Della donna apprezza la bellezza e la sensualità, la sensibilità e la capacità di vivere e sentire le emozioni, l’attenzione agli altri. Dell’uomo giudica e disprezza la territorialità, la competizione, il bisogno di vincere, l’insensibilità emotiva – insomma tutte le caratteristiche legate per tradizione al maschile.

  • Penso che le donne siano più forti dell’uomo

  • Sotto sotto, gli uomini sono tutti bambini

  • Gli uomini vogliono solo quello… (ovvero sesso)

  • Gli uomini non sanno cosa è veramente importante nella vita

  • Gli uomini competono sempre, anche per delle sciocchezze Gli uomini sono violenti, guerrafondai

  • E’ colpa degli uomini se il pianeta si avvia alla distruzione Le donne sopportano il dolore molto meglio degli uomini. Se i bambini dovessero nascere da loro, la razza umana sarebbe già estinta!

  • Solo le donne sanno cooperare. Gli uomini hanno sempre bisogno di vincere e sopraffare

  • Oh, gli uomini, sempre a misurarsi il pene!

  • Se a comandare fossero le donne, le guerre sarebbero già finite

  • Non ho mai incontrato un uomo veramente sensibile

  • Quando gli uomini hanno anche solo un filo di febbre, diventano bambini…

  • Beh, basta saperli prendere. Se lo sai prendere, puoi ottenere tutto quello che vuoi, da un uomo

Frasi di questo tipo appartengono alla Matriarca interiore e possono essere dette sia da uomini che da donne.

Il tono della Matriarca è diverso da quello del Patriarca interiore: quest’ultimo può essere molto arrabbiato, freddo, giudicante; la Matriarca, in genere, usa toni più condiscendenti, con un senso più o meno sottile di derisione. Nel suo aspetto negativo, può usare la sua conoscenza per manipolare l’uomo e farlo sentire totalmente inadeguato.

Come abbiamo visto nelle interviste precedenti, nell’uomo in genere in Patriarca è conscio, mentre la sua Matriarca interiore è inconscia, ma dall’ombra può portare molta confusione e anche dolore nella vita dell’uomo che non la sa riconoscere e integrare. La Matriarca fa vergognare l’uomo per essere tale, gli fa giudicare e sopprimere i suoi tratti virili e più tradizionalmente mascolini. Oggi l’influenza della Matriarca si è fatta più forte nell’uomo, perché il ruolo maschile è contestato nella società o comunque rimesso in discussione; il femminismo ha portato maggiormente alla luce una crisi che ha comunque origini più lontane e multifattoriali. La presenza della donna è diventata sempre più imponente nella vita dell’uomo, fin dall’infanzia: oggi le educatrici sono quasi tutte donne e il bambino maschio comincia ad avere qualche parziale riferimento maschile in campo educativo solo con le scuole medie o superiori. Spesso poi le famiglie sono separate e i figli sono affidati alla madre – che può avere una forte Matriarca interiore che commenta in modo più o meno apertamente negativo il comportamento del papà lontano e dell’uomo in generale. Il bambino resta dunque immerso in un universo femminile molto più a lungo che nel passato – e può essere un universo patriarcale che ha talvolta connotati crudeli. Negli ultimi anni il potere della Matriarca è stato molto sottolineato in ambito New Age con la rivalutazione dei valori femminili, il potere della Dea nei suoi molteplici aspetti. Questa rivalutazione, di per sé positiva, è purtroppo spesso usata per creare un ulteriore confronto, nel quale ora è la donna ad essere superiore, in quanto portatrice di questi valori e “incarnazione della Dea”. Tutto questo sta creando ulteriore polarizzazione.

Il brano che segue è estratto da una serie di sedute con Giorgio, un uomo di 35 anni che ha iniziato il lavoro interiore per un disagio di fondo, un senso di vergogna e insicurezza che egli prova, pur essendo un bell’uomo con una buona professione, che tuttavia non lo soddisfa pienamente.

Giorgio è cresciuto in una famiglia tutta al femminile: la madre si era separata dal padre quando lui era bambino; vi erano altre due sorelle ed era poi la nonna materna che spesso era presente per aiutare. Giorgio ricorda un ambiente vivace, affettuoso, forte, ma decisamente contrario all’uomo. La madre ebbe nel tempo qualche relazione non di lunga durata, ma lei stessa trattava questi uomini con diffidenza e distacco; loro, d’altra parte, non erano interessati a creare un contatto amichevole con il ragazzino. Nell’adolescenza Giorgio divenne un ribelle, iniziò diversi sport molto maschili, passando dal calcio al rugby alla kick boxe, ma smettendo ogni volta che gli allenatori gli dicevano che era molto dotato, che avrebbe potuto andare in nazionale, ecc. Crescendo, l’energia prima indirizzata nelle attività fisiche si è focalizzata sugli studi, rendendolo uno studente brillante che si è laureato a pieni voti in Economia e Commercio. Tutti pensavano che avrebbe fatto una carriera fulminante invece, pur essendo un bravo professionista, Giorgio non è “arrivato”, e da qualche parte nutre un senso di fallimento, che si riverbera anche sulle relazioni con le donne. Ha avuto diverse relazioni ma prima o poi le ha lasciate “morire”…

Facilitatore: - Mi piacerebbe parlare con la parte di te che, tutto sommato, non ama che tu sia un uomo, o in parte svaluta le tue caratteristiche maschili…

Matriarca interiore di Giorgio: - Sai bene che sono io. Il mondo andrebbe meglio se gli uomini avessero meno importanza.

F.: - Quindi tu non vuoi che Giorgio abbia “importanza”?

M.I.G: - Certamente non amo i suoi aspetti competitivi, arroganti, il suo desiderio di emergere ferendo gli altri. Sono cose pessime.

F.ore: - Pensi quindi che per emergere lui ferisce gli altri?

M.I.G: - E’ così che fanno gli uomini. Non si curano dei sentimenti degli altri. Pur di vincere. O di avere ragione. E non c’è scusa per questo. Le donne non fanno così. Intendiamoci, con questo non voglio dire che lui non debba difendersi, se viene attaccato. Non voglio che possa essere ferito. Quindi, se viene ferito per primo, allora può difendersi. Ma non deve attaccare o ferire semplicemente per primeggiare o farsi strada.

F.ore: - Quindi tu cerchi di trattenere il suo bisogno di competere, semplicemente per dimostrare che è bravo…

M.I.G.: Certo. Non ce n’è bisogno. Sono tutte cose da ragazzini stupidi. Quando era un bambino, era sensibile e attento agli altri. Era compassionevole e molto amato. Poi, da ragazzo, ha pensato bene di sfuggirmi, di tentare altre vie. Si è buttato in tutti gli sport più maschili, si è fatto molto male… non intendo solo fisicamente. Era pieno di rabbia e non sapeva più chi era. Fino a poco tempo prima, stava bene. Poi… anche il tema delle ragazze lo ha messo in crisi. Sembrava che loro ammirassero le sue qualità di ascolto, di tenerezza e di attenzione… ma solo come amico. Poi, regolarmente si innamoravano del maschio di turno. Debbo dire che anche io rimasi sconvolta. Voglio dire, avevo sempre pensato che le donne fossero come me, attente e sensibili. Quando vedevo queste ragazze capaci di essere crudeli, le trovavo altrettanto terribili degli uomini. Anche adesso, sono turbata dalla crudeltà nelle donne e faccio fatica ad accettarla.(In questo senso, la Matriarca ha un sistema di valori molto chiaro, indipendentemente dal genere della persona. Condanna o apprezza un certo comportamento indipendentemente dal sesso. Invece il Patriarca ha una doppia morale, apprezza o giudica a seconda del genere).

F.ore: - Ci sono altre cose che cerchi di contenere, nella sua vita attuale?

M.I.G.: - Beh, soprattutto è il tema della competizione, come ti ho detto. Più che contenere, gli faccio perdere interesse verso queste mete, è come se gliele svuotassi di significato. Non prova più nessuna emozione, e il mio risultato è raggiunto.

Non c’è da stupirsi se Giorgio non riesce ad ottenere il successo che desidera, sia in campo lavorativo che affettivo. Appena si profila un briciolo di competizione la sua Matriarca interiore lo fa desistere, e finora questa presenza, proprio perché inconscia, è stata una grande sabotatrice della sua vita. Una volta portata alla consapevolezza, la Matriarca nell’uomo può concedergli un accesso sano e naturale al mondo delle emozioni e della sensibilità, senza tuttavia separarlo dalle sue caratteristiche tipicamente maschili. Naturalmente non si tratta qui di sopraffare o dominare; sarà Giorgio, attraverso un processo di consapevolezza che abbraccia sia il suo maschile che il suo femminile, a decidere come agire.

Quando la Matriarca inconscia è molto potente, può in qualche modo connettersi ad aspetti archetipici come la Grande Madre o la Dea, e da lì dominare, facendo sentire l’uomo inferiore. Nel caso che vedremo ora, il campo d’azione di questo sé è la sessualità. La Matriarca/Dea emerge dopo alcune sedute sul tema del rapporto con la donna. Donato è uno psicologo di circa quarant’anni, che ha richiesto una consulenza proprio sul tema della sessualità. Si ritiene un buon amante, capace di fare l’amore con piacere per molto tempo, ma in qualche modo c’è qualcosa che lo rende insoddisfatto. Come la sensazione che “non basti mai”. Il sé che emerge è una Matriarca di una potenza straordinaria, molto altera e consapevole di sé.

Matriarca Interiore Donato: - Ci sono io, qua dietro. (Resta in silenzio, guardandomi come se sedesse su un trono o qualcosa comunque di molto elevato).

F.ore: - Sono onorata di fare la tua conoscenza.

M.I.D: - Cosa vuoi da me?F.ore: - Sembra che Donato sia in crisi sulla sessualità, pur essendo un amante capace e …

M.I.D. – Capace? E’ il minimo. L’uomo deve soddisfare la donna, questo è certo. D’altra parte non ha tante altre abilità, l’uomo.

F.ore: - Sembra che tu non lo apprezzi, come uomo…

M.I.D: - Non li vedi? (guarda in basso, come fosse in cima a una collina) Sono laggiù, piccoli piccoli e tutti tronfi del loro guerreggiare… ridicoli, semplicemente ridicoli. Patetici. L’unico scampo che hanno, alla loro nullità, è di onorare la donna. La Dea. Io gli faccio ammirare le donne, gliele faccio venerare. Lui deve dare loro tutto l’amore di cui è capace, sesso compreso.

F.ore: - Mi è sembrato di capire che lui, in questo, ti segua. Voglio dire, è molto attento verso la donna.

M.I.D.: - E’ semplicemente dovuto. Se non sapesse fare neppure quello, sarebbe da buttare. Come tutti gli uomini del resto. In realtà, io penso che gli uomini non dovrebbero interferire nella vita domestica ad esempio, nella famiglia. Non sono proprio capaci di accudimento, di attenzione vera. L’ideale sarebbe che vivessero per conto loro, le donne potrebbero pensare a tutte le cose importanti, prendersi cura dei bambini… gli uomini andrebbero a caccia poi potrebbero ritrovarsi ogni tanto per fare l’amore, danzare insieme attorno al fuoco, divertirsi. Presi così, a piccole dosi e con la chiarezza dei loro limiti, gli uomini possono anche essere piacevoli. Ma per il resto…

La combinazione Matriarca / Grande Dea è molto pericolosa, e rendersene conto è stato per Donato una vera rivelazione, che gli ha permesso di riappropriarsi della sua notevole capacità di dare amore, liberandosi dal senso del “dovere” e del “non basta mai”.

Una forte Matriarca inconscia (e perciò distorta) provoca nell’uomo una castrazione psicologica. Gli fa sentire inutili tutti i suoi talenti maschili, gli obiettivi raggiunti gli si sbriciolano tra le mani, il suo potere personale non è importante.

“Una Matriarca sana e gestita da un ego consapevole fa riconoscere, sia all’uomo che alla donna, l’importanza dei valori tradizionalmente considerati femminili. Protegge i valori del sentire, del sentimento, della casa e della comunità. Essa custodisce la sacralità della normalità del quotidiano e dei cicli della vita, che non possono essere manipolati o cambiati” (Sidra Stone, The Shadow King, 1996).

La presenza del Patriarca interiore, quando inconscia, ha molti effetti sulla donna: la può far sentire a disagio in quanto donna – in tal caso tenderà ad esempio a “nascondere” i suoi attributi femminili, ad usare un abbigliamento molto sobrio e castigato, a sentirsi inadeguata se per caso indossa una camicetta un po’ troppo trasparente o i tacchi alti (interiormente, questo sé le dirà che rischia di sembrare una puttana; oppure che è goffa, imbranata ecc.); può succedere invece che la donna tenda a trasformarsi in un “maschiaccio”, sentendosi in qualche modo superiore alle altre donne: spesso si troverà più a suo agio con gli uomini, come fosse tra compagni, e giudicherà gli ambienti femminili come troppo pettegoli o manipolativi o frivoli. Può anche succedere che la donna, per reazione inconscia ai commenti negativi del Patriarca, tenda ad essere iper-femminile: si tratterà, però, di una femminilità in qualche modo reattiva, arrabbiata, in lotta costante verso questo “padre interiore” che la vuole casta, semplice, dimessa.Questi sono solo alcuni esempi di come l’ingombrante presenza del Patriarca Interiore può agire sulla donna che non è consapevole della sua presenza.Un sé che da sempre ha contribuito a creare una sorta di “riequilibrio” psichico è la Matriarca Interiore. All’opposto del Patriarca, la Matriarca è orgogliosa che la donna sia donna e pensa che le donne siano superiori agli uomini. Essa valuta positivamente le qualità del femminile, ha rispetto della donna e di tutti gli aspetti tradizionalmente associati al suo genere. Sentendo un senso di superiorità, non è intimidita dagli uomini né dai ruoli tradizionalmente considerati maschili.In genere la Matriarca è un sé primario nelle donne, quindi conscio, che si pone tra la donna e l’uomo, a volte con la veemenza di una guerriera, per proteggerla dai giudizi deprimenti sulla sua femminilità.Come ogni energia, anche la Matriarca ha aspetti positivi e aspetti distorti.

La Matriarca ha un profondo giudizio negativo verso le caratteristiche tipiche del maschile e quindi degli uomini; abbiamo visto nella prima parte che la Matriarca è inconscia nell’uomo e da questa posizione sconosciuta ma non per questo meno potente può fare molto danno. Come può fare molto danno quando è distorta in eccesso nella donna, rendendola crudele e sprezzante verso l’uomo.

Il brano che segue è tratto da una serie di sessioni sul tema del rapporto con l’uomo. Alessia è una donna di poco più di trent’anni, titolare di un’agenzia immobiliare, che non riesce a mantenere una relazione fissa per più di un anno, un anno e mezzo. Ogni volta si innamora con grande passione, poi comincia a giudicare in modo spietato l’amante di turno, fino a trovarlo insopportabile e a cominciare a guardarsi intorno per una nuova relazione finalmente appagante. Naturalmente in questo tipo di dinamica vi sono diversi aspetti in azione, ma qui vogliamo focalizzarci sul ruolo della Matriarca interiore di Alessia.

Matriarca Interiore di Alessia: - Io intanto non mi fido degli uomini. Vogliono una sola cosa. E dopo che l’hanno ottenuta cominciano a cambiare. E’ quasi automatico. Glielo dico, ad Alessia, ma lei ci casca ogni volta. Si illude. Come non avesse ormai visto, che cosa sono, gli uomini!

F.ore: - Sembra veramente che tu non abbia una grande opinione del genere maschile. Chi altri, nella famiglia di Alessia, la pensava come te?

M.I.A.: - Beh, sua madre, naturalmente. La metteva sempre in guardia, e aveva ragione. Comunque sua madre era una donna forte, potente. Anche a me piace quando lei è forte, quando si sente orgogliosa di essere donna e capace di tenere insieme la famiglia. Sua madre l’ha fatto, con un padre che era una nullità…

F.ore: - In che modi, era una nullità, il padre?

M.I.A.: - Intanto non c’era mai. Questa già è un’altra caratteristica maschile. Quella di sparire. Soprattutto quando serve che ci siano. Una vera e propria arte. Certo, era un uomo affidabile, manteneva la famiglia e faceva la sua parte, in questo senso. Ma emotivamente, dov’era? Chiuso, impenetrabile, incapace di esprimere il suo affetto, se mai c’era. Insomma io credo che nella vita non se la sarebbe cavata, da solo, senza una donna forte che si prendeva cura di lui.

F.ore: -_ Invece una donna può cavarsela, da sola?

M.I.A.: - Certamente. Le donne sono sempre sopravvissute a tutto. Alle guerre, alle carestie, alle invasioni… erano le donne, lì, a fare da puntello e da sostegno alla famiglia. Sempre forti, anche quando dentro si sentivano morire. Una donna ha i suoi amici, la famiglia, il lavoro… può benissimo vivere senza un uomo!

Dopo questo incontro, di cui le frasi riportate sono solo uno stralcio, Alessia fa questo sogno: “Mia madre mi invita nella sua camera da letto. Ha un modo di fare un po’ strano, complice, mi indica di andare da lei ma in silenzio. Io entro e mi siedo accanto a lei sul letto. Lei mi porge una scatola di metallo, con il coperchio, e mi invita ad aprirla. Io sono turbata, come se sentissi che vengo messa a parte di un segreto che non sono certa di voler condividere, ma poi mi decido e la apro. Dentro ci sono i genitali di mio padre. Mi sveglio urlando”.

Questo sogno mostra il primo distacco della coscienza dall’aspetto negativo della Matriarca Interiore; l’io onirico è separato dalla madre e può reagire con veemenza alla castrazione del padre. Questo è spesso l’aspetto distorto della Matriarca: la valutazione della donna, della sua forza e delle sue caratteristiche, viene fatta a spese del maschile, svalutando e sminuendo gli uomini della sua vita. Il sogno mette in evidenza il potere crudele di questo sé, quando è distorto. Un’occhiata della Matriarca può far sentire il più forte degli uomini un ragazzino idiota – in questo ha un vero talento, perché le basta una lieve alzata di sopracciglio!

Continuando a conoscere la sua Matriarca, Alessia comincia a sviluppare un ego consapevole in relazione a questa polarità, Matriarca e Patriarca, e il processo dei sogni continua a rafforzare il cambiamento, con una sequenza in cui, alla fine, questi genitali possono essere restituiti al padre e all’uomo, in un modo molto toccante.

Vediamo ora un esempio di una Matriarca meno distruttiva. Lea è sposata, ha due bambini e lavora in casa come traduttrice per un’agenzia. E’ contenta di lavorare in casa perché può seguire i figli; al tempo stesso almeno un paio di volte alla settimana deve andare comunque in agenzia e questo le piace perché rappresenta uno stacco dalla routine domestica.

Matriarca Interiore Lea: - Sono orgogliosa di lei, sono orgogliosa delle donne della sua famiglia: sua madre, sua nonna, anzi le sue nonne. Lei ha avuto la fortuna di conoscere anche la sua bisnonna, che è morta a 97 anni e viveva con loro. Erano donne straordinarie. Nessuna di loro ha mai lavorato fuori, ma erano donne straordinarie, ricche di talenti, vitali, allegre e forti insieme. Hanno tenuto insieme la famiglia. Se la sua bisnonna fosse nata ora, sarebbe di certo anche una donna realizzata fuori di casa.F.ore: - E come vedi, la realizzazione di Lea? M.I.L.: Mi piace come si è organizzata, mi piace che lavori ma anche che possa seguire i bambini che sono ancora piccoli. Io valuto molto il suo ruolo di madre e di donna, ma non voglio che trascuri la sua carriera. Voglio che sia una donna a tutto tondo. Suo marito la apprezza e vede il suo impegno; anche lui si impegna e tra loro c’è dialogo. Non voglio che la relazione si faccia mangiare dai bambini e dal lavoro.F.ore: - E del marito che ne pensi? M.I.L.: Mi piace, è un uomo ma è in contatto con le sue emozioni, questa per me è una cosa fondamentale. Che è capace di dire quello che sente, non tiene dentro il rancore o altri sentimenti negativi. Negli anni, hanno imparato a “pulire i filtri”, come dicono loro.F.ore: - Mi sembra che lo consideri un uomo un po’ speciale… per il fatto che è in contatto con il suo sentire M.I.L.: - Certo. Non è una caratteristica comune negli uomini. Per le donne è naturale… Insomma le donne sono connesse al loro mondo interiore in modo innato… ai ritmi e ai cicli della vita… sono più intuitive e… sì, lo devo ammettere, per me le donne sono straordinarie! Mi piace che Lea si trovi con le sue amiche, che partecipi a gruppi di donne.. .lo faceva di più prima che arrivassero i bambini, ma io le ricordo che è uno spazio che deve mantenere, per la sua crescita personale. Per ora, si limita a leggere dei libri sulla donna e il femminile. Mi piacciono molto, è un modo per conoscersi sempre più profondamente.Lo scopo delle “interviste ai sé” con la tecnica del Voice Dialogue non è, come sapete, quello di “cambiare” il sé, ma di rendere la persona sempre più consapevole degli effetti di questa energia nella sua vita. Questo modo di procedere amplia lo spazio che abbiamo definito “ego consapevole”, il luogo che può gestire gli opposti. In particolare, in queste ultime quattro puntate abbiamo dedicato molta attenzione al Patriarca e alla Matriarca interiori, perché sono veramente due “pesi massimi” nella psiche e nella società. L’obiettivo è di imparare a creare un equilibrio tra queste polarità, muovendoci verso un nuovo modo di essere che onori il nostro pieno potenziale di esseri umani, e che permetta all’uomo e alla donna di creare una relazione che onori entrambi con pari dignità e bellezza.Concludo con questo sogno di Sidra Stone (citato nel suo libro The Shadow King):“Sto portando un grande pacco che contiene importanti “tesori” delle donne, e devo consegnarlo a un gruppo di uomini e donne che stanno lavorando come partner in un nuovo tipo di partnership. Ma arrivarci è pericoloso, c’è un precipizio e il cammino non è segnato. Mentre avanzo, spesso i miei piedi scivolano, frammenti di roccia si distaccano… devo concentrare tutta la mia consapevolezza nel momento, porre attenzione ad ogni passo, restando connessa al mio corpo e alla terra. Altrimenti, non potrò portare a termine il mio compito. Mi rendo conto che lungo quel percorso, finora, sono passati solo uomini e lo hanno conquistato con la volontà, spingendo via gli ostacoli, con la forza. Sono riusciti a raggiungere l’obiettivo, ma non portavano nulla di femminile con loro. Io devo raggiungere l’obiettivo in un modo nuovo, e mentre lotto verso questo traguardo, non devo lasciar cadere nessuno dei doni della donna”.

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