Il Critico Interiore: ricordati l'altro è sempre meglio di te

Il Critico Interiore: ricordati l'altro è sempre meglio di te

“La nostra personalità è composta di molti Aspetti. Il Criticoè quella parte di te che ti rimprovera quando sbagli e tende a mettere in discussione come sei e quello che fai. Molte persone non si rendono nemmeno conto della sua esistenza, perché sono identificate con il suo modo di vedere le cose. Se imparerai a conoscere e guarire il tuo Critico, comincerai a recuperare l’autostima e la capacità di rischiare e creare”.

 

Tutte le volte che sentiremo una vocina dentro di noi che ci critica per quello che siamo, per quello che facciamo, per quello che diciamo, ma non solo ….. anche per ciò che pensiamo, quello è il nostro Critico (io lo definisco i Grillo Parlante del momento), uno dei Sè che compongono la nostra personalità, che gli Stone definiscono “crazy radio”, una radio pazza, che trasmette in continuazione, a raffica, senza tregua, di giorno e di notte, giudizi su di noi.

Sovente questa voce interiore è molto distruttiva verso di noi, tanto che ci rinvia un’immagine di noi stessi deformata, attraverso la quale non è più possibile comprendere, con lucidità, chi siamo, cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare.

“Sei un incapace… Non ce la farai mai, non lo vedi che dopo tutto questo tempo non ti è ancora riuscito… Lui tanto è più intelligente, più preparato, più pronto, più bello… Sei stato una grande delusione, sarà bene che ti defili, sperando che nessuno ti veda… Cerca di non metterti in mostra, rischi che ti vedano per quello che sei realmente… : queste sono solo alcune delle affermazioni predilette dal nostro Critico”.

Se ci soffermiamo a riflettere possiamo cogliere nel suo comportamento il tentativo di proteggerci da situazioni o comportamenti che ci si potrebbero ritorcere contro, come del resto farebbe un genitore amorevole.

Purtroppo, le sue parole denigratorie, finiscono per limitare le nostre potenzialità, facendoci sentire degli incapaci, degli “inetti”, al punto tale di inibire il nostro coraggio, la nostra capacità di osare, il desiderio di rischiare e la fiducia nelle nostre capacità intuitive/creative.

Ma come mai questo Sé nasce dentro di noi?

Il suo obiettivo è quello di farci rispettare i diktat del nostro sistema primario e per fare ciò si alimenta dei rimproveri, che negli anni ci sono stati fatti, da coloro che si aspettavano da noi certi comportamenti. I nostri genitori hanno fatto di tutto, perché noi diventassimo delle brave persone, perché ci comportassimo in modo adeguato, perché avessimo successo nella vita. Loro ce l’hanno messa tutta per cogliere cosa c’era di “sbagliato in noi”, e uno sforzo analogo lo hanno fatto per “aggiustarci”. Tutto questo perché volevano che fossimo i migliori, i più giusti, per loro. Ma non si sono resi conto che stavano proiettando su di noi le loro ansie, le loro insicurezze, il loro senso di inadeguatezza, la paura di fallire come genitori. Di fondo, ciò che noi abbiamo introiettato, è che c’era qualcosa di sbagliato in noi.

E’ per questo che il Critico Interiore vive costantemente nell’ansia che possiamo commettere degli errori e che gli altri possano venirne a conoscenza, perché non vuole che vedano “chi siamo realmente” perché, diciamocelo, qualche piccolo difetto ce l’abbiamo veramente, l’importante è accertarlo con amorevolezza, perché è anche quello che ci rende unici, non duplicabili. Purtroppo per lui non é così: dobbiamo essere perfetti, inappuntabili ed è per questo che lui ci critica, stando in uno stato di costante allerta, prima che possano farlo altri, per preservarci dalla vergogna e dal dolore.

Soffermiamoci un attimo a riflettere: ma ci siamo mai chiesti chi è che ci spinge ad andare in palestra, nella pausa pranzo o dopo otto ore di lavoro, chi è che ci fa spendere un sacco di soldi dall’estetista o dal chirurgo estetico, nel tentativo di scoprire l’elisir dell’eterna giovinezza, chi è che ci fa passare da un corso di consapevolezza all’altro, tanto che c’è stato detto, con tono particolarmente ironico, “Hai fatto più corsi tu che Mennea”, o ancora, chi è che ci spinge ad assumere sostanze stupefacenti o un consumo alterato di prodotti alcolici, che ci concedono per pochi attimi uno stato alterato di coscienza?

Non è altro che il nostro Critico Interiore!

Per lui possiamo sempre migliorare, ed è per questo che ci bisbiglia all’orecchio che abbiamo ancora qualcosa da modificare, da migliorare, che possiamo fare di più, non siamo mai abbastanza.

Ma come mai non riusciamo a sfuggire a questa sua trappola?

Semplicemente perché, nonostante sentiamo la sua voce,in modo nitido, non sappiamo che è una parte di noi, un nostro Sé. Di una cosa però siamo certi: le sue parole sono la veritas. Noi siamo realmente come ci descrive e gli altri sono sempre meglio di noi.

Da quanto affermato si evince che Il Critico Interiore dovrebbe essere l’archetipo psicologico del senso di giustizia, cioè quel Sé Interiore che ha un visione oggettiva di ogni avvenimento, di ogni situazione in cui ci troviamo coinvolti e non, e che dovrebbe inviarci un immagine nitida del contesto, quando in realtà non è così perché, purtroppo, come già affermato, subisce i condizionamenti di chi ci circonda e dell’ambiente esterno in generale (familiari, genitori, il gruppo dei pari, la scuola…).

Lo potremmo paragonare ad un faro, che ha il compito di illuminare la rotta alle imbarcazioni, ruotando a 360°, quando in realtà riesce a fare una rotazione solo di 90° o 180°, facendoci vedere esclusivamente i nostri difetti, dicendoci, costantemente, che non siamo abbastanza competenti, che siamo troppo grassi o magri, che ci dovevamo vestire in maniera diversa per quell’incontro… Tutto questo perché vuole che affrontiamo la vita al meglio, attraverso dei parametri che sono giusti per lui, ma al limite della follia per noi, perché non potremo mai raggiungerli.

Così facendo la nostra autostima viene messa in discussione, viviamo con l’ansia del confronto e la paura dell’insuccesso, tanto che mettiamo i nostri sogni dentro un cassetto, di cui ci dimentichiamo l’esistenza o non riusciamo più a ritrovarne la chiave, perché ciò che ci viene inviata è un’immagine distorta di noi stessi. Noi dobbiamo imparare a riconoscere queste riflessioni e pensare che sono il “punto di vista del nostro Critico”, non siamo noi, altrimenti potremmo rischiare di vivere nell’inazione, come strenuo tentativo per prevenire i giudizi negativi degli altri. 

Ma… abbiamo mai pensato che le sue critiche potrebbero essere il frutto di un contesto socio-culturale dominato dalla competizione e dal senso di colpa? Ma se anche fosse così, esiste un modo per impedirgli di danneggiarci, trasformandolo in una risorsa per il nostro benessere, dal momento che potrebbe offrirci gli strumenti per conoscere le nostre qualità, i limiti, oltre alla capacità di giudicare, con lucidità ed equilibrio, le persone con cui entriamo in contatto e le situazioni, che ci troviamo ad affrontare?

Innanzitutto è bene smascherarlo, iniziando a riconoscerlo dentro di noi per cui, ogni qualvolta sentiamo dentro di noi la vocina che ci dice “Sei un incapace”, dobbiamo trasformarla in “Il mio Critico pensa che sono un’incapace”.

Questo può divenire un modo efficace per separarci da lui, evitando di identificarci con ciò che ci dice.La sua trasformazione è fondamentale per noi, in quanto favorisce l’emersione della nostra autostima, implementando la nostra capacità di scelta ma, nel fare ciò, dovremmo tenere presente alcune piccole indicazioni:

  • Non provare a discuterci, per fargli cambiare idea, perché tanto finisce per avere sempre ragione lui

  • Chiedergli che cosa c’è che lo preoccupa e che cosa possiamo fare noi per prenderci cura delle sue preoccupazioni, diversamente da quello che stiamo facendo nel momento

  • Imparare a prenderci in giro perché, sovente, la sua presenza ci fa diventare troppo “seriosi”(l’umorismo è un ottimo antidoto).

Se riusciamo ad instaurare con lui una diversa modalità relazionale, per cui riusciamo nell’intento di farlo divenire un nostro alleato, potremo prendere le distanze dai suoi giudizi, dai suoi commenti, scoprendo che possiamo vivere con più leggerezza. 

Il Critico è un Sé mentale molto forte ma, come abbiamo capito, molto ansioso, perché vuole che siamo all’altezza di ogni situazione per cui, trasformarlo diviene per noi un modo per comprendere le sue preoccupazioni, proteggendone le vulnerabilità. 

Così facendo diventeremo dei genitori amorevoli del nostro Critico, ne accetteremo gli insegnamenti, con la consapevolezza di avere il grande potere di trasformarlo. Un suo rimedio, almeno all’apparenza, è il Giudice Interiore. 

Lo possiamo riconoscere nel momento in cui prendiamo consapevolezza del senso di superiorità verso l’altro. Sicuramente lui ci fa sentire bene e in pace con noi stessi, ma non è facile che gli altri ci possano accettare o tollerare molto a lungo, perché rischiamo di essere, a volte, odiosi e antipatici, mai contenti o soddisfatti di ciò che ci viene fatto o proposto. 

C’è chi entra più facilmente in contatto con il Giudice che con il Critico, nel primo caso sono persone più in relazione con aspetti di potere, nel secondo con quelli legati alla vulnerabilità comunque, entrambi, si nutrono del confronto con l’altro e, solitamente, tendono ad oscillare fra di loro. Una trappola in cui è facile cadere, con la presenza del nostro Critico, è l’attivazione del Giudice in coloro che ci ruotano attorno, perché se l’energia che inviamo è svalutativa nei nostri riguardi, di riflesso, favoriamo la sua emersione. 

“Ad Andrea è stato affidato i compito di eseguire un lavoro al CAD, ma lui sente di non essere all’altezza, perché è troppo poco che usa questo programma ma, contemporaneamente, non ha avuto il coraggio di esternare i suoi dubbi al titolare, per paura di essere criticato. Mentre lui sta lavorando al computer, chi gestisce quei momenti, non è un Sé Professionista Intraprendente, pronto ad imparare dai suoi errori, ma un Bambino Incapace e Goffo, lento anche nel premere i tasti della tastiera, tanto che il datore di lavoro, dopo poco, arriva e utilizzando un suo Sé Genitoriale, che incomincia a rimproverarlo dicendogli che è troppo lento e che sta facendo perdere tempo”. A questo punto si rende necessario, dopo aver compreso chi è il Critico, come possiamo rendercelo amico, chiarirne l’aspetto Killer, visto che può arrivare a compromettere seriamente la nostra vita, in quanto può indurci a desiderare la morte o farci scivolare in stati profondi di depressione.

Quali sono le cause che favoriscono l’emersione di questo Sè?

Gli Stone hanno affermato che alla base ci sono situazioni di abuso e/o maltrattamenti, subiti durante l’infanzia, anche se non è scontato che sia sempre così; ma più questi sono stati profondi e duraturi, più è probabile che ciò avvenga. 

“Uno dei fattori che alimenta il potere del Critico in queste situazioni è la durata prolungata del periodo di segretezza, con la vergogna e il senso di colpa che lo accompagnano. Più a lungo dura il segreto, più il Critico diventa potente. […] Ci sono casi in cui i genitori (uno o tutti e due) non volevano avere figli e avrebbero scelto l’aborto, ma non hanno potuto […] Queste circostanze possono portare qualche genitore a vedere nel bambino o nella bambina la causa del proprio malessere. Non è raro che qualcuno se ne esca con frasi di questo tipo: 

  • Se non fosse per te, sarebbe andato tutto bene.

  • Non ti ho mai voluto fin dall’inizio.

  • Qualche volta correi che tu non fossi mai nato!

  • Prima che tu arrivassi la mia vita era migliore.”

Questo non vuol dire che la sua presenza è il frutto solo di simili espressioni, perché ci possono essere dei genitori, che per senso del dovere e di responsabilità, non le esterneranno mai, verbalmente, ma le esprimono energeticamente, per cui il messaggio passa comunque, oppure ci sono situazioni in cui si ritiene che per poter educare in modo adeguato i propri figli sia necessario avere un comportamento privo di “smancerie” e “coccole”, altrimenti ”si rischia di crescere dei rammolliti, che non sapranno affrontare la vita”.

In entrambi le situazioni si verifica un consolidamento del suo potere, che rende necessario iniziare un processo di crescita, che ci aiuti nel cambiamento, offrendoci l’opportunità di riprendere a condurre una vita centrata su efficaci relazioni inter e intrapersonali. Non dobbiamo però illuderci che questo sia definitivo, perché tutte le volte in cui rivivremo momenti di tensione o situazioni particolarmente difficili, non è da escludere che lui non si ripresenti. Dovremo solo far tesoro dell’amore che abbiamo sviluppato per noi stessi e farci aiutare a superare questo ennesimo momento critico, cogliendone la risorsa, per andare avanti nel nostro “cammino”. 

----------------------------------------------- 

(1) H. Stone, S. Stone, “I Critico Interiore. Mai più contro noi stessi”, Macro Edizioni, Diegaro di Cesena, 2009, p. 15.
(2) E’ necessario fare una distinzione di genere, dal momento che il Critico nella donna presta più attenzione all’aspetto fisico e alla bellezza esteriore, perché è terrorizzato all’idea di invecchiare, ed è per questo che costituisce un grande alleato per il mondo dell’estetica e della bellezza in generale, mentre per l’uomo si centra di più sulla carriera, sul successo, sul raggiungimento del benessere economico e sull’eccellenza nelle prestazioni, anche sessuali.
(3) Op. Cit., p. 79/80.

Indirizzo: Via Carlo Marx 15/F Cerbara - Città di Castello 06012
Email: edysalvadori458@gmail.com; edysalvadori@indirizzopec.com
Pagina web: http://www.edysalvadori.it/
Sottoscrivo documento IVDA: Si
Iscritto all’Ass. VD dal 2011
Facilita dal 2008
Formazione fatta con Franca Errani
Riceve a Città di Castello Via Carlo Marx 15/F

Esercita la professione di PsicoPedagogista, Counselor Relazionale Advanced/Trainer, Mediatrice Familiare, Consulente in problematiche relative al sentire le voci, Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), presso il Tribunale di Perugia e Consulente Tecnico di Parte (CTP), specializzata in Voice Dialogue, Child Inclusive Mediation e Floriterapia.
Si sta specializzando in Psicologia Scolastica e Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Ha una formazione legata alle filosofie orientali, che le consente di percepire e riconoscere i blocchi energetici del cliente, aiutandolo a trovare le strategie più pertinenti, per uscire dall’impasse.
Collabora con altri professionisti che si occupano della relazione di aiuto e con avvocati.
Tiene:
1. incontri individuali e di coppia,
2. seminari di formazione con l’obiettivo di aiutare le persone ad acquisire la consapevolezza della comunicazione corporea, volta ad aiutare il cliente nella comprensione della correlazione chakra-emozione-sintomo,
3. incontri mensili di Meditazione guidata, visualizzazioni e riflessioni su ciò che il Tessitore di Sogni comunica
4. organizza convegni

Accesso utenti registrati

Scarica la brochure VDI

Scarica la nostra brochure!

Newsletter VDI

Iscriviti alla nostra newsletter!

CONTATTI

Associazione Voice Dialogue Italia
via Carlo Marx 15/F
06011 Cerbara, Ciattà di Castello (PG)
Tel. 339 8938764 - 392 8838177
Codice Fiscale 91197230377
Email: info@voicedialogue.it

Privacy Policy e Cookie Policy