I mangiatori interiori

I mangiatori interiori

“Questo è delizioso. Perché fermarsi? Prendine un altro po'.”
“Come puoi pensare di sprecare il cibo così?? Non buttarlo, mangialo!”
“Io voglio mangiare quello che voglio, e nessuno me lo impedirà.”

Vi suonano familiari? E che ne dite di queste?

“Cosa c'è di sbagliato in te? Perché non riesci a mangiare come una persona normale?”
“Ieri notte ho fatto una stupidaggine. Da oggi mi comporterò meglio, mangerò in modo sano e farò esercizio tutti i giorni.”


Riconoscete qualcuna di queste voci? Ne conoscete altre? 

Questi sono alcuni dei nostri Mangiatori Interiori, le parti della nostra personalità che mangiano senza una vera e propria consapevolezza. Sono le parti che ci impediscono di raggiungere e mantenere il nostro 'peso forma'. 

Che cos'è il peso forma, e come si fa ad individuarlo? Il peso forma è quello stato in cui ci sentiamo a nostro agio con la nostra immagine corporea. Capiamo di averlo raggiunto nel momento in cui non dobbiamo più lottare quotidianamente per mantenerlo, e per raggiungerlo è necessario comprendere e seguire i segnali del nostro corpo quando mangiamo. La sfida sta nel capire CHI (quale parte di noi) è in grado di recepire e tradurre questi segnali. Quando introduciamo nel nostro corpo più cibo di quanto ne abbia bisogno, chi è che ci fa mangiare in eccesso e perché? In altre parole, CHI sta veramente mangiando quel cibo?
Il sistema dei Mangiatori Interiori è stato sviluppato partendo dalla mia personale esperienza di diete yo-yo, unita a trent'anni di lavoro come psicoterapeuta e nell'ambito dell'abuso di sostanze, ed è stato poi arricchito dalle esperienze delle persone che hanno partecipato al mio programma Dieting Know More. Un'altra importante fonte di ispirazione è stato l'approccio chiamato La psicologia dei Sé e dell'Ego Consapevole di Hal e Sidra Stone, psicologi ed autori di fama internazionale. 
Questo sistema è composto da quelle sub-personalità o sé interiori all'interno della nostra psiche che si occupano esclusivamente del cibo e del mangiare. Alcuni di questi sé utilizzano il cibo come uno strumento per ottenere conforto psicologico, protezione, piacere o liberarsi dallo stress invece che per il suo reale valore nutritivo. Questi sé fanno un uso scorretto del cibo, sia che ci faccia mangiare troppo o troppo poco, e possiamo chiamarli i Mangiatori per il Conforto Interiore (MACI). Nel momento in cui i MACI prendono il controllo, l'esperienza del cibo e del mangiare ci regalano sensazioni di estasi e/o totale fuga dalla realtà seguite da una severa auto-critica. 
Le persone che sviluppano questo gruppo di sé come parte dominante della loro personalità vedono il cibo come qualcosa che ha moltissimi scopi, l'ultimo dei quali è nutrire il corpo. Spesso agiscono in modo estremamente tecnico, associando alcune categorie di cibi a particolari bisogni emotivi. Quando i MACI controllano le nostre decisioni in materia di alimentazione sono in grado di resistere alle regole stabilite dagli altri sé riguardo al momento, al luogo o al modo di mangiare. 
I sé che fanno parte di questo gruppo possono essere diversi da persona a persona. Ad esempio una persona potrebbe aver sviluppato il <b<“mangiatore>quel sé che mangia di nascosto quando non c'è nessun altro nei paraggi. La stessa persona potrebbe aver sviluppato anche il “Mangiatore per riempire il vuoto”, quel sé che agisce nel momento in cui ci sentiamo soli o annoiati. 

Il dono principale che i MACI ci offrono è la protezione dalle emozioni dolorose, opprimenti o spiacevoli, che ci permettono di evitare soffocandole attraverso il mangiare. Questi sé agiscono in fretta, sono perennemente in servizio e si prendono cura di quella vulnerabilità che potremmo non volere o non riuscire ad affrontare direttamente. 
Il limite di questo gruppo di sé è che non hanno nessun contatto con il corpo, soprattutto con lo stomaco e con il nostro senso del gusto. Quando i MACI sono attivi mangiamo indipendentemente dal fatto che siamo affamati o no, e continuiamo a mangiare anche quando abbiamo lo stomaco pieno. Non assaporiamo il cibo che stiamo mangiando, ma piuttosto ne ingurgitiamo grandi quantità in pochissimo tempo. Uno dei limiti più seri, inoltre, è dato dagli attacchi di auto-critica che questi sé provocano. Queste voci critiche possono arrivare subito dopo un pasto o come prima cosa al mattino; quando una persona si prova dei vestiti nel camerino di un negozio, sale su una bilancia o si guarda allo specchio, può soffrire di attacchi tanto violenti da causare depressione. Per cercare di affrontare la depressione allora mangerà di più, e così si crea un circolo vizioso. 

Dalla parte opposta esiste invece un gruppo di sé che utilizza il cibo esclusivamente per il suo valore nutritivo. Possiamo chiamare questi sé i Mangiatori per la Nutrizione (MAN). Quando sono i MAN a prendere il controllo della situazione, regoleremo l'attività del mangiare in modo molto severo: categorizziamo il cibo come 'buono' o 'cattivo', stabiliamo qual è una porzione giusta o sbagliata e riconosciamo ogni volta le combinazioni alimentari corrette o scorrette. Ad esempio, una persona potrebbe aver sviluppato il “Mangiatore Salutista”, il sé che mangia solo quello che è considerato sano e raramente compra un qualsiasi prodotto senza leggere l'etichetta. Qualcun altro potrebbe invece aver sviluppato il “Mangiatore Weight Watchers” come parte dominante della propria personalità: questo è il sé che assegna un certo numero di punti ad ogni tipo di cibo, e che fa i conti – letteralmente – ogni volta che mangiamo. 
Uno dei benefici dei MAN è la loro capacità di mettere il cibo 'in prospettiva' e la loro funzione principale è aiutarci a dimagrire, seguendo suggerimenti e regole esterne che di solito provengono da piani dietetici o programmi simili. I sé di questo gruppo sono esperti per quanto riguarda sia l'aspetto nutritivo del cibo che i vari tipi di attività fisica da svolgere, e sono estremamente preoccupati per nostra salute. Questi sé hanno regole molto rigide, e seguirle ci permette di raggiungere risultati concreti. Identificarsi con i MAN potrebbe essere il solo modo che una persona ha per raggiungere il suo peso forma, mantenendosi in salute e, a volte, salvandosi la vita. 
Uno dei limiti di questo gruppo è che non ci concede nessuna flessibilità nel mangiare. Le loro regole assomigliano ad ordini in stile esercito che talvolta eliminano intere categorie alimentari dalla nostra dieta. I MAN sanno sempre quando, quanto e che cosa dovremmo mangiare, e anche quanto frequentemente e con quale intensità dovremmo fare esercizio fisico. Spesso esigono che misuriamo il cibo, e che stabiliamo quanti pasti dovrebbero essere consumati ogni giorno e a che ora. Tutto questo provoca un considerevole dispendio di energie, ed annulla il naturale piacere del mangiare. I MAN non hanno contatto con il corpo perché ci costringono a seguire regole esterne in qualunque momento e a qualunque costo. 

Se i MACI o i MAN diventano sé dominanti nella nostra personalità, tenderemo ad ignorare i ritmi naturali del nostro corpo, il nostro senso del gusto e i segnali provenienti dallo stomaco. Il risultato è che le indicazioni su quando iniziare a mangiare e quando fermarsi saranno dettate dai nostri sé interiori più che dai bisogni fisiologici del nostro corpo. 
Nel momento in cui una persona inizia e porta avanti un percorso di trasformazione, si integrano questi due gruppi di Mangiatori Interiori e si comincia a dare importanza ai segnali che il corpo ci invia riguardo al mangiare. Questo processo è chiamato <bCi rendiamo conto di essere pronti per un simile cambiamento quando non ne possiamo più di diete yo-yo e decidiamo di interrompere l'eterna battaglia con il cibo una volta per tutte. Se iniziamo a Mangiare Sintonizzati con il Corpo saremo in grado di apprezzare il cibo, fare scelte alimentari sane e rimanere in contatto con il nostro corpo, ascoltandone i segnali. Possiamo raggiungere questa condizione imparando ad identificare, comprendere ed accogliere i nostri Mangiatori Interiori. 
Per fare questo si può utilizzare il metodo del Voice Dialogue sviluppato da <bbasato sulla teoria della Psicologia dei Sé e dell'Ego Consapevole. Il Voice Dialogue è uno strumento di trasformazione nel quale si dialoga con le diverse parti presenti nella nostra psiche (i sé) per scoprire e comprendere il ruolo che svolgono nella nostra vita quotidiana. 
Quando lo si utilizza nell'ambito dei Mangiatori Interiori, lo scopo delle sedute di Voice Dialogue è rendere una persona in grado di separarsi dai suoi Mangiatori Interiori dominanti ed accogliere quelli meno dominanti o rinnegati che si trovano dalla parte opposta. È grazie a questo processo che i due gruppi vengono integrati, offrendo una maggiore possibilità di scelta e un maggiore equilibrio nelle nostre abitudini alimentari. La vulnerabilità che era tenuta nascosta dai Mangiatori Interiori pian piano emerge, e la si affronta con consapevolezza da una nuova posizione 'al centro' della nostra personalità che gli Stone chiamano Ego Consapevole. 

Qui di seguito troverete un esempio di seduta di Voice Dialogue con Dina (il nome è stato modificato per garantire l'anonimato). Abbiamo dialogato con uno dei suoi sé MAN, che lei ha chiamato <b<“mangiatore>e con uno dei sé MACI che ha chiamato invece “Mangiatore Ribelle”.
Il “Mangiatore Ribelle” di Dina è emerso quando lei aveva 9 anni. Era la più giovane di quattro figli, e l'unico membro della famiglia che le dava attenzioni e la faceva sentire al sicuro e accettata era la sua sorella di 12 anni più grande. Quando Dina aveva 9 anni, sua sorella si trasferì. Dina si sentì perduta, abbandonata e non più al sicuro, e cominciò ad usare il cibo per affrontare queste emozioni. Mangiava in eccesso e presto cominciò ad ingrassare, e i compagni di scuola la prendevano in giro facendola sentire umiliata. Più Dina si sentiva umiliata, e più mangiava. Più ingrassava e più veniva presa in giro, e così via. Fu in quel periodo che emerse il suo “Mangiatore Ribelle”. Durante la nostra seduta di Voice Dialogue ho chiesto a Dina di spostarsi da un lato, in modo che potessi dialogare direttamente con questo sé. Ecco che cosa ha detto:

IL MANGIATORE RIBELLE
“Io sono arrabbiato. Sono ribelle e arrabbiato. Mi do la zappa sui piedi. 
Io non ho nessuna regola per quanto riguarda il cibo. Va bene tutto. 
Io il cibo lo uso e lo uso male, se mi va. Lei può avere quello che vuole senza regole. Io faccio quello che voglio. 
Se voglio andare da Mc Donald's, vado da Mc Donald's. 
Io non sono mai soddisfatto. Voglio avere tutto. Le dico cose del tipo: “Voglio qualcosa di dolce, o di salato, e quindi me lo prendo.”
Non è una questione di scelta. Non c'è bisogno di scegliere tra questo o quell'altro, perché io posso avere tutto.
Sono arrabbiato perché la gente mi giudica, giudica com'è il mio corpo, e quindi? Io dico, 'Mi dispiace tanto per te. Io posso ingrassare se mi va. Mi dispiace per te se non ti va bene.'
Io le ho dato una corazza, perché se la gente ti ferisce tu magari dici che non ti importa, e invece ti importa, ma loro non lo sanno. 
Io proteggo i suoi sentimenti quando qualcuno li ferisce.
A scuola se la prendevano tutti con lei. Lei ci stava male. Allora arrivavo io, quasi in modo prepotente, e la consolavo col cibo. Le dicevo, 'Mangiati qualche biscotto'. 
Io la posso sempre nutrire col cibo. Non importa quanto si senta triste, arrabbiata o sola. Se è da sola io la consolo con il cibo, ed è per questo che le do così tante scelte. Lei può avere quello che vuole. 
È come dire: 'Io sto bene, anche se qualcuno pensa che invece non è così.'
Quando era in sovrappeso si sentiva sempre inferiore. Le persone la prendevano in giro e si approfittavano di lei. Io la disprezzo quando si lascia sottomettere. 
Quando sei in sovrappeso sei sempre sottomessa nei confronti di chi non è in sovrappeso. 
Quando ci sono io lei si sente forte. Non ha bisogno di sentire tutto quel dolore.”


Il “Mangiatore Salutare” emerse invece quando Dina aveva quasi 30 anni, dopo una relazione amorosa fallita. Dina si sentiva talmente devastata e furiosa che l'unico modo per punire il suo ex-ragazzo, pensò, era dimagrire per fargli rimpiangere quello che aveva perso. Fu in quel momento che entrò in azione il “Mangiatore Salutare”. Lei dimagrì di quasi 15 chili e riuscì a mantenere quel peso per un anno, ma poi li riprese tutti. 
Durante la stessa seduta ho chiesto a Dina di spostarsi dalla parte opposta, ed ecco quello che aveva da dire il suo “Mangiatore Salutare”:

IL MANGIATORE SALUTARE
“Io ho molte regole. Tanto per cominciare, bisogna seguire una dieta equilibrata. 
Bisogna mangiare solo cibo buono, sano. Fare attività fisica.
Bere molta acqua.
Meditare.
Io sono quello che sa che bisogna vivere e che il cibo fa parte della vita. È normale apprezzare il cibo, ma senza il senso di colpa. Io lo so che va bene mangiare un pezzo di torta senza perdere la testa. Ma anche se razionalmente so che è necessario apprezzare il cibo, quando sento qualcuno che dice 'Puoi prenderti un pezzo di torta' divento ansioso, sono terrorizzato all'idea di perdere il controllo del cibo. 
Lo so che è una cosa sensata apprezzare il cibo, ma ho paura che se poi assaggia quel pezzo di torta mi farà fuori in un secondo. Io preferirei che si attenesse alle scelte salutari. Anche se io penso che sia normale mangiare un po' di torta ogni tanto, qualcun altro non lo sa e allora lei la prende come un via libera per mangiare all'infinito, senza fermarsi.”


Quando Dina è ritornata al centro, nella posizione dell'Ego Consapevole, è stata in grado di comprendere i doni e i limiti di questi gruppi opposti di sé. Ha visto che il suo “Mangiatore Ribelle” era come una corazza che la proteggeva dalla tristezza, dal dolore e dalla solitudine. Quando questo sé è presente lei si sente forte e pronta ad affrontare il mondo. Allo stesso tempo, però, ha riconosciuto che, siccome questo sé non prevede nessun limite o restrizione nel mangiare, può causare un'alimentazione 'frenetica' e di conseguenza l'aumento di peso, che ha poi portato Dina verso il disgusto per sé stessa e la depressione. 
Al contrario, il “Mangiatore Salutare” risponde al suo bisogno di riuscire a controllarsi e di sentirsi bene fisicamente, e la aiuta a dimagrire e a sentirsi più attraente. Questo sé si prende buona cura di lei, come farebbe una madre con i suoi figli. Tuttavia, il “Mangiatore Salutare” può diventare molto rigido. Dina lo ha sperimentato come uno stato di controllo continuo e noioso, in cui non le era permesso di indulgere in niente. 
Attraverso le sedute di Voice Dialogue Dina è riuscita a separarsi dal suo “Mangiatore Ribelle” e ha cominciato ad accogliere il “Mangiatore Salutare”, che le ha permesso di perdere peso in modo stabile. Un po' alla volta sono emersi i sentimenti di abbandono che aveva sperimentato da bambina e che finora erano rimasti nascosti. Dina ha pian piano imparato a gestire questi sentimenti dalla nuova parte della sua personalità che è l'Ego Consapevole. La vulnerabilità che è apparsa quando i Mangiatori Interiori si sono fatti da parte era, all'inizio, una sensazione nuova e abbastanza paurosa per Dina, ma il tempo e altre sedute di Voice Dialogue hanno rafforzato la sua capacità di affrontare i sentimenti di perdita e di abbandono passati e presenti. Ora che agisce dal centro, ovvero dall'Ego Consapevole, mantiene la tensione tra MACI e MAN e riesce a controllare la tendenza di questi sé a 'correre a salvarla' nell'unico modo che conoscono: abbuffandosi o mettendosi a dieta stretta. 

Adesso, quando i Mangiatori Interiori entrano in azione, Dina li riconosce più velocemente e può dialogare con loro, tranquillizzando le loro preoccupazioni riguardo alla sua sicurezza e di conseguenza impedendo loro di prendere il controllo per lunghi periodi di tempo. Dina sta anche imparando ad utilizzare i loro doni e ad integrarli nella sua vita quotidiana. Ad esempio, se ingrassa più del necessario si rende conto che un sé MACI è stato molto presente negli ultimi tempi. A questo punto Dina si chiederà se ci sono state situazioni in cui si è trascurata, ha ignorato i suoi sentimenti o non si è presa cura dei suoi bisogni. In questo modo i Mangiatori Interiori diventano un po' come un sistema d'allarme, che attira la sua attenzione sul suo stato emotivo. Nel momento in cui decide di perdere quei chili in eccesso, invece, sta imparando a chiedere l'aiuto del “Mangiatore Salutare”, che le darà le indicazioni necessarie. Attraverso questo continuo processo di vigilanza, responsabilità e azioni consapevoli, Dina riuscirà a mantenere il suo naturale peso forma e a prendersi miglior cura della sua vulnerabilità. 
Quando veniamo a conoscenza dei nostri Mangiatori Interiori e cominciamo a fare attenzione ai segnali fisiologici del nostro corpo, saremo in grado di fare le nostre scelte alimentari senza rimorsi. Quando i MACI e i MAN smettono di avere il controllo su come, quando e cosa mangiare, riusciremo sia a raggiungere e a mantenere il nostro peso forma che a ridimensionare l'autocritica per quanto riguarda il nostro aspetto. Mangiare In Sintonia con il Corpo significa approfittare dei benefici di entrambi questi gruppi di sé, man mano che li integriamo, e gestire la nostra vulnerabilità direttamente e in maniera più consapevole. Quando il nostro sistema di Mangiatori Interiori è equilibrato avremo la possibilità di liberarci da quel potente ed autodistruttivo attaccamento al mangiare, e potremo sviluppare una relazione più naturale e piacevole con il cibo. 

© Yolanda Koumidou-Vlesmas, 2008
La versione originale di questo articolo è disponibile al seguente link:
http://www.voicedialogue.org/reading-others.htm

 

Yolanda Koumidou-Vlesmas è una psicoterapeuta di New York con numerosi riconoscimenti nel suo ambito (LCSW, BCD,CASAC, CHt). Ha trent'anni di esperienza con clienti nazionali ed internazionali ed ha creato Dieting Know More, un programma in quattro fasi per il mantenimento del proprio peso forma. Ms Koumidou-Vlesmas è un Facilitatore senior ed insegnante di Voice Dialogue, ed ha collaborato direttamente con Hal e Sidra Stone per molti anni. Yolanda è anche il Direttore esecutivo del Koumidou Center, LLC, in cui sviluppa e conduce ritiri spirituali, laboratori e training di self-empowerment negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. 

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www.dietingknowmore.com
www.koumidoucenter.com

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