Demoni in Cantina di Ora Gavriely * traduz. F. Abiuso

Demoni in Cantina di Ora Gavriely * traduz. F. Abiuso

Fra le ombre della nostra anima c'è un'altra famiglia di Sé che tendiamo a non accettare. Sono i lati depressi e malinconici. Molti Sé possono sperimentare la depressione, la tristezza, o la disperazione anche se non sono per natura avviliti. Un bambino di carattere allegro cui non sia permesso esprimersi liberamente può diventare triste e sfiduciato, nonostante la sua naturale tendenza. Anche il nostro bambino vulnerabile che è spesso triste e disperato si sente così perché sente di essere trascurato e abbandonato, non perché questa sia la sua natura. 

All'opposto di questi due esempi, sembra che ci siano  in noi che sono naturalmente ed essenzialmente profondamente introversi, depressi e melanconici. Nella nostra cultura questi Sé non vengono molto pubblicizzati. Cosa non faremmo per sentirci bene? Cosa non faremmo per essere certi che gli altri non pensino che non ci sentiamo tanto bene? 

Sembra che questi aspetti un po' bui non godano di rispetto o di apprezzamento. I migliori psichiatri li combattono con gli antidepressivi, e milioni di persone si sottopongono a trattamenti o frequentano seminari per annullarli. Forse se queste parti ricevessero riconoscimento e rispetto meno persone sarebbero depresse. Quando parliamo della depressione che si manifesta nel globo, è importante ricordare che essa, come ogni altra cosa, si manifesta in molte forme e colori. C'é quella profonda e pericolosa che può anche condurre al suicidio, e c'è, all'altro capo della classifica, quella quasi invisibile che ci fa sentire che non c'è un motivo per vivere, che noi esistiamo ma non viviamo, una sorta di velo sottile di disperazione che aderisce a tutto quello che facciamo.

Dror ha sperimentato la depressione già alcune volte nella sua vita. Temeva di ricadere in quello stato di nuovo e desiderava evitarlo ad ogni costo. Ecco la conversazione con il Sé in Dror che sentiva la depressione.

Facilitatore: " Parlaci di come ti senti. E puoi darti il nome che vuoi." 

Re delle Tenebre: " Sono molto serio e molto maschile. Sono anche regale in un modo depresso. Puoi chiamarmi il re delle tenebre. Siedo in un posto profondo e oscuro, come un grande pozzo nel terreno. E' buio. Sono solo e ho una depressione triste, gelida e tenace, e un solco profondo fra le sopracciglia. Gli angoli della mia bocca sono rivolti in basso, e c'è un duro sapore amaro nel mio cuore. Siedo in fondo a questa caverna sotterranea su una sorta di trono di pietra o metallo e non mi muovo. So di non piacerti." 

Facilitatore: " Non sembri molto felice del tuo stato. Cosa dovremmo apprezzare di te?" 

Re delle Tenebre: " Sono come una enorme campana di metallo. Un suono molto profondo che puoi sentire nello stomaco e nelle ossa. Ti rammento della morte. Ti rammento del buio che è sempre dentro e oltre la luce. Ti rammento che esiste l'immobilità. Quando tu mi senti c'è la presenza del rispetto e del potere. Io non sorrido per compiacere. Non ho particolare interesse negli altri. Sono solo e mi sta bene così. non ho bisogno di nessuno e ciò da forza. Quando ci sono io le cose hanno una base profonda e solida. Non si parla solo di nuvole in cielo. Quaggiù c'è una una speciale bellezza buia. Non è per tutti." 

Facilitatore: " Alcune delle cose che hai detto mi ricordano, tuttavia, la depressione. Ti senti sempre così? ..... diresti che è bene che le persone ti incontrino?" 

Re delle Tenebre: " Alcune persone vengono e rimangono incastrate qui. Per loro può essere pericoloso. Io le raccolgo. Ma chiunque abbia voglia di viaggiare sottoterra in tunnel bui senza avere paura, ritroverà la strada per uscire. Qualche volta sono le persone che più mi temono che si possono ritrovare qui senza averlo scelto. Anch'io ho i miei diritti e non posso essere ignorato. E' meglio scegliere di venire con consapevolezza." 

Come il re delle tenebre di Dror ha detto, il buio e l'esperienza della depressione, l'introversione e l'acuta tristezza sono tutti aspetti della condizione umana. Quando accettiamo il buio come una parte di noi, può diventare una momentanea stagione della mente, come un giorno di pioggia, una parte interessante della vita. Possiamo persino celebrarla e ricevere i suoi doni. 

Molte mitologie hanno divinità che possono ricordarci il re delle tenebre di Dror, divinità ctoniche che sono collegate agli inferi, alla morte, al buio. Alcuni, come Persefone, regina del mondo sotterraneo, vi dimorano solo per alcuni periodi dell'anno, altri stanno regolarmente nel regno delle ombre. 

L'abilità di riconoscere il nostro stato depresso, ci permette di sperimentare i momenti di depressione che eventualmente attraversiamo, senza esserne spaventati e senza cercare di sfuggirli. Quando ci concediamo di accogliere una emozione nella sua piena intensità, spesso si trasforma. .... se non sentiamo che la situazione si sta facendo pericolosa ( può talvolta essere opportuno consultarsi con un esperto in materia), può essere buono guardare negli occhi questo  depresso e vedere cosa succede quando ci concediamo di ascoltarlo, sentirlo, vederlo ed onorarlo per quello che è.

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* Ora Gravriely vive a Tel Aviv, Israele. Usa il Voice Dialogue da molti anni. Il testo qui proposto è estratto dal libro da lei pubblicato in israeliano "Il Demone, la Suora e il Bimbo Magico - un Viaggio nei Sé dentro di Noi".

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