Il mago di Oz 2° parte

Il mago di Oz 2° parte

Dunque lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone codardo sono i Sé primari che si sono assunti il compito di accompagnare e proteggere il Bambino Interiore lungo il suo viaggio. Ma i Sé primari sono soltanto una parte della personalità: l’altra è costituita dai Sé rinnegati, che tipicamente nelle fiabe si presentano sotto forma di nemici da combattere e sconfiggere. A livello psicologico infatti questi Sé sono praticamente ignoti ai loro possessori e vengono proiettati al di fuori, nelle fiabe sotto forma di streghe, mostri e altri strani esseri. In questo senso i Sé rinnegati corrispondono all’Ombra di Jung, ricettacolo di tutte le parti represse e rimosse della personalità. Il fatto è che queste parti non sono né migliori né peggiori rispetto a quelle accettate: è soltanto l’incompatibilità rispetto all’ambiente famigliare che ne decide la rimozione e ne sancisce il carattere “mostruoso”.

In questo caso è Oz in persona che indirizza Dorothy e la sua compagnia verso la perfida Strega dell’Ovest. Questa strega, estremamente crudele, mette in campo tutta una serie di animali che simboleggiano tipicamente le energie rinnegate: lupi, corvi, api… che riassumono la rabbia, l’odio, la meschinità che abitualmente neghiamo a noi stessi. Ma tutti vengono eliminati da Dorothy e soprattutto dal suo gruppo di Sé primari. Ecco quindi che Dorothy giunge al castello della strega, dove però viene fatta prigioniera, e questo soltanto per un motivo: la bambina è del tutto ignara del potere che possiede. Quando è arrivata nel paese di Oz, infatti, è stata baciata in fronte dalla Strega del Nord e ha recuperato le scarpe magiche della Strega dell’Est: questo la rende a tutti gli effetti invulnerabile, e anche la strega dell’Ovest per quanto potente non può fare nulla contro di lei. L’epilogo della vicenda è quanto mai illuminante: la strega cerca di rubare le scarpe magiche a Dorothy, che per tutta risposta le tira una secchiata d’acqua addosso. La strega si liquefa, letteralmente, sotto i suoi occhi, morendo all’istante. Questo mette in evidenza innanzitutto l’irrealtà del lato mostruoso dei nostri Sé rinnegati, una volta che li guardiamo negli occhi e li affrontiamo con coraggio. Sono lati che possono essere più difficili di altri, ma certo non negativi o pericolosi, come ben rappresentato dalla liquefazione e dalla sostanziale impotenza della strega. E’ interessante anche notare che la strega viene eliminata tramite l’acqua, simbolo chiave dell’inconscio. E’ il confronto con l’inconscio che ci permette di eliminare i nostri mostri. 

Come da copione, a questo punto, Dorothy e la sua combriccola se ne vanno dal palazzo della strega con una lunga serie di doni, fatti di oro e pietre preziose, che vengono loro regalati dalla popolazione che la strega aveva reso schiava. Questi doni simboleggiano i nuovi poteri che l’individuo recupera dall’integrazione dei Sé rinnegati. In astrologia i Sé rinnegati sono frequentemente collegati con i cosiddetti trans-saturniani: Urano, Nettuno e Plutone. Soprattutto Plutone, col suo carico di violenza spesso pura e la sua natura selvaggia, spesso e volentieri viene relegato nell’inconscio: in questa fiaba diventa una strega cattivissima, anche se alla fin fine i suoi poteri diventano ben poco davanti alla sincerità e alla purezza del Bambino. Ma qualunque pianeta, se mal messo, isolato e non integrato con il complesso della personalità, può in un tema natale impersonare un Sé rinnegato. 

Una volta uccisa la Strega dell’Ovest, la nostra compagnia torna da Oz, convinta che il grande mago li ricompenserà per la loro impresa esaudendo i loro desideri: quello di Dorothy è naturalmente di ritornare a casa, mentre i suoi tre scudieri desiderano rispettivamente un cervello (lo spaventapasseri) un cuore (l’uomo di latta) e il coraggio (il leone codardo). Sfortunatamente, però, a questo punto Oz si rivela per quello che è: un vecchio e miserabile fanfarone. Ma è un fanfarone molto saggio, che con le sue richieste ha permesso a Dorothy di intraprendere la strada verso l’integrazione della sua sub-personalità. Il mago dunque in parte è un Vecchio Saggio, quella voce interiore che con istintiva conoscenza spinge verso l’integrazione dei Sé rinnegati e il pieno sviluppo della personalità. Infatti è proprio Oz che spinge Dorothy e il suo gruppo verso la malvagia strega dell’Ovest, con l’intento di farla uccidere. Si tratta però di uno strano saggio: in effetti Oz è un impostore, un pagliaccio, ex ventriloquo e lavorante in un circo, capace di apparire in molte forme diverse e di imitare parecchie voci. Oz è a tutti gli effetti una figura del Briccone secondo l’interpretazione di Jung, e in astrologia è un'altra manifestazione di Mercurio, ben più profonda e potente di quella dello spaventapasseri, che è un Mercurio in nuce, appena nato. Questo Mercurio è lo Spirito dell’alchimia, che Jung ha così bene descritto nei suoi lavori, ed è l’innata, archetipica predisposizione dell’uomo ad andare oltre la natura, a conoscere e a conoscersi. E’ il grande motore verso quello stato di completezza e realizzazione della personalità che Jung ha chiamato “Sé” e il Voice Dialogue “Ego Consapevole”, in una sorprendente coincidenza se non terminologica, di sicuro essenziale. Del resto, la sua “parentela” con lo spaventapasseri-Mercurio è mostrata da un dato di fatto molto semplice: è proprio lo spaventapasseri a succedere ad Oz nel suo ruolo di governatore della Città di Smeraldo.

Oz rivela tutta la sua effettiva saggezza nel dare ai tre scudieri di Dorothy ciò che essi in realtà avevano già: con dei piccoli e innocenti trucchi, infatti, egli fa credere ai tre insicuri Sé primari di aver loro infuso l’intelligenza, la bontà e il coraggio. Costruisce anche una nuova mongolfiera per ritornare insieme a Dorothy nel Kansas, ma sfortunatamente a causa di un incidente soltanto lui riesce a partire. L’unica possibilità per Dorothy di ritornare a casa è ora quella di rivolgersi alla Strega buona del Sud. Ancora una volta i quattro si rimettono in marcia e superano vari pericoli (i Sé rinnegati non si arrendono tanto facilmente…) prima di arrivare al palazzo della strega. Questa fa notare a Dorothy che lei ha sempre avuto il potere di ritornare a casa, perché grazie alle magiche scarpette d’argento può andare ovunque. E così il gioco è fatto…

E’ interessante notare come in queste streghe buone Dorothy incontri il suo lato di potere, la parte di sé che “può tutto”, che è l’altro fattore fondamentale responsabile dell’integrazione della personalità. Questa che nelVoice Dialogue viene denominata parte di potere in astrologia corrisponde al Sole. Tutta la fiaba è disseminata di tante tracce di questa importantissima sub-personalità: l’arrivo di Dorothy al Regno di Oz è inaugurato dall’uccisione accidentale della Strega dell’Est, di cui recupera le scarpe, e dal bacio e dalla benevolenza della Strega del Nord. Le scarpe magiche e il bacio (anch’esso magico) sono i primi simboli della presenza del Sole, presenza però ancora strisciante e inconsapevole. Inoltre, tutto il sentiero verso il Regno di Oz è indicato da una strada di mattoni gialli, simbolo evidente della natura solare di questo percorso. Infine, l’incontro con la Strega buona del Sud suggella questo percorso e stabilisce un vero e proprio incontro consapevole con questa sub-personalità. Ora Dorothy è consapevole del suo potere e di chi effettivamente Ella sia.

Vediamo quindi come il Voice Dialogue possa essere una straordinaria guida verso lo sviluppo e la consapevolezza psicologica, al pari della psicologia analitica junghiana, dalla quale deriva. Nel nostro parallelo astrologico questo percorso di consapevolezza è una strada che parte dalla Luna (il Bambino Interiore) per giungere fino al Sole (la piena realizzazione, il potere, la consapevolezza) protetto dai tre grandi scudieri, i pianeti personali Mercurio, Venere e Marte. In Mercurio troviamo i Sé più razionali, in Venere quelli relazionali e accondiscendenti, in Marte quelli legati all’attività e alla forza (il Guerriero): sono loro che si assumono il ruolo di affiancare il Bambino nel suo difficile tragitto. Tutto questo nell’ambito delle condizioni sociali e culturali rappresentate da Giove e Saturno (i Sé “genitoriali”) e superando il terreno minato dei tre pianeti trans-saturniani Urano, Nettuno e Plutone, i nostri animali, i nostri mostri e le nostre streghe, in poche parole i nostri Sé rinnegati.

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