Autostima

Autostima

Molte delle nostre energie giornaliere sono assorbite dallo stress procurato dal desiderio di ottenere riconoscimenti per la nostra persona nei diversi ambiti della nostra vita: personale, familiare e professionale. Nella nostra cultura si sono create molte aspettative nei nostri confronti e ad esse sono stati affiancati diversi modelli a cui fare riferimento considerati come una sorta di “necessario modo di fare/essere” per essere accettati dagli altri. Sempre più la richiesta è quella di assomigliare a qualcuno piuttosto che realizzarsi in base ai propri desideri ed alle proprie inclinazioni o talenti. Ma vediamo dove ha avuto inizio questo processo a livello personale e come si riverbera nel nostro quotidiano e nella cultura della società intera. 

LA NOSTRA FAMIGLIA INTERIORE

Secondo il modello psicologico de “La psicologia dei sé e voice dialogue”, un metodo di sviluppo della consapevolezza e di crescita personale ideata e sviluppata negli Stati Uniti dagli psicologi Hal e Sidra Stone, quando nasciamo portiamo in noi come bagaglio la possibilità di mettere in atto tutti i comportamenti che vediamo nel mondo. Questi differenti comportamenti sono chiamati sè, o subpersonalità; i comportamenti nei quali ci riconosciamo e che in qualche maniera ci caratterizzano, si chiamano sé primari, e sono come una famiglia interiore. I comportamenti opposti a quelli primari, saranno esclusi dalla nostra vita e sono chiamati sé rinnegati. Questi ultimi sono considerati comportamenti inaccettabili per noi, non dobbiamo assolutamente essere in quel modo: arroganti, egoisti, sensuali, ecc. altrimenti ci sentiamo in colpa oppure non ci riconosciamo più. Ma perché si forma questa famiglia interiore, qual è il suo scopo?

LA VULNERABILITA’

Quando nasciamo siamo completamente vulnerabili, abbiamo bisogno di qualcuno che si prenda cura di noi, sia fisicamente che affettivamente, per poter sopravvivere. Quindi, istintivamente, nei primi giorni di vita iniziamo a renderci conto che la presenza di chi si prende cura di noi è fondamentale. E noteremo con il passare del tempo che i nostri genitori ad esempio ci preferiscono quando sorridiamo, il sorriso del neonato fa impazzire i genitori! Così come il pianto lo stesso farà impazzire alcune volte i genitori, ma in tutt’altra maniera!

E così iniziamo a scegliere per noi, in maniera inconsapevole, quei comportamenti che otterranno una risposta di affetto e di cura , che ci faranno apparire agli occhi dei nostri genitori meritevoli di amore e che ci permetteranno di sentirci accuditi e protetti. Per quell’ essere vulnerabile, quale noi siamo alla nostra nascita e nei primi anni della nostra vita, la paura dell’abbandono e della solitudine sono terribili. E così se ho constatato, ad esempio, che se cerco di rubare il giocattolo al mio fratellino, la mamma si arrabbia, ecco che ad un certo punto la mia parte egoista che pretende per sé dovrò metterla via, il rischio nell’essere egoista è troppo grande: perdere l’amore della mia mamma. Comincerò invece ad essere sempre gentile, rinnegando e nascondendo il mio sé egoista. Negli anni cresciamo, diventiamo adulti, ma quella parte bambina vulnerabile che fummo nella realtà è ancora presente in noi, come un sé in genere rinnegato, e continua ad avere bisogno di essere amata, riconosciuta, e apprezzata. I nostri sé primari ci fanno agire in modo automatico nella vita, senza una reale scelta, attraverso quei comportamenti che io so essere apprezzati ed amati dalle persone che mi circondano, sarò identificato dagli altri come quello disponibile, oppure quella simpatica, o responsabile, affidabile, egoista, ribelle, ecc. Molto spesso la sensazione che avremo in noi però, sarà quella di non essere mai abbastanza, oppure inadeguati, non meritevoli o in colpa: vediamo come mai.

L’ALTRO E’ MEGLIO DI TE: IL CRITICO INTERIORE

Il critico interiore è un sé che nasce per farci rispettare le regole dei sé primari, che si nutre negli anni di tutti i rimproveri che abbiamo ricevuto e di tutte le regole nelle quali ci siamo imbattuti; è quella parte di noi che ci critica costantemente, che ci fa sentire inadeguati, che ci rimprovera se non ci comportiamo così come ci si aspetta da noi; vive nella costante ansia che possiamo commettere un errore; è terrorizzato che gli altri prima o poi si accorgano “di che razza di persona siamo” in realtà, in fondo in fondo… stupidi, inetti, superficiali, pigri, ignoranti, egoisti, grassi, ecc., ecc. Il critico interiore è quella parte che “alimenta” il giro di affari delle palestre, dei centri estetici, delle beauty farm, delle case di cosmetici, dei corsi di crescita personale, perché ci bisbiglia costantemente che abbiamo qualcosa da aggiustare, da cambiare, da migliorare, non andiamo mai bene così come siamo, siamo sempre “sbagliati”. Normalmente lo sentiamo tutti, ma non sappiamo che si tratta di una parte di noi, come tutte le altre che ci compongono, pensiamo veramente di essere ciò che lui ci dice, e questo è molte volte estremamente doloroso e mina profondamente la nostra autostima, tanto da farci rinunciare alla realizzazione dei nostri sogni, dei nostri desideri: come potrei stimarmi se mi guardo attraverso gli occhi del mio critico interiore? Come posso avere voglia di fare qualcosa se ogni volta, secondo lui, è sbagliata o peggiore di quella di qualcuna altro? Impariamo a riconoscere questi pensieri come “il punto di vista del critico interiore”, preoccupato, come i nostri sé primari, che gli altri ci possano non amare più o che possano scorgere in noi quel difetto che possa allontanarli, e non più come “ciò che noi realmente siamo”, perché noi siamo molto di più e soprattutto unici! 

ESERCIZI

COME TRASFORMARE IL CRITICO INTERIORE DA NEMICO AD ALLEATO E MIGLIORARE LA PROPRIA AUTOSTIMA

La prima cosa da fare è cominciare a riconoscerlo dentro di noi ed ogni volta che lo sentiamo cambiare la frase ad es. “Sono brutto” in “Il mio critico pensa che io sia brutto” e vedere cosa cambia in noi. E’ un modo efficace per “separarci” da lui, per non essere più identificati in ciò che dice.

IN CHE MODO AGISCE NELLA TUA VITA COME IL "GRANDE PARAGONATORE"?

Il senso di inadeguatezza e la disistima verso se stessi sono la conseguenza di questa costante attività del nostro Critico interiore: paragonare. Il suo obiettivo è quello di farci sentire ovviamente non all’altezza, in modo da causare in noi la rinuncia a qualsiasi velleità propositiva, e così avrà raggiunto il suo scopo: prevenire anziché curare. Sì, perché convincerci che è meglio non agire previene dall’eventuale giudizio negativo degli altri nei nostri confronti, la cui conseguenza potrebbe essere l’ abbandono, la disistima. 

Ti viene in mente qualcuno a cui il tuo critico interiore ti paragona? E’ uno o più di uno fra i tuoi fratelli e sorelle, cugini, genitori, parenti adottivi, colleghi o amici, persone note?

Cosa dice il critico del tuo corpo quando lo paragona a quello di un altro?

Se dai retta al critico, c’è qualcosa che puoi fare per diventare uguale a quella persona? Generalmente la risposta che da è un solenne “NO!”.

Continueremo a stare male fino a quando non riconosceremo che questi raffronti sono creazioni del Critico, e che non siamo obbligati a stare al suo gioco.

ESSERE "SPECIALI"

Film, televisione, spot pubblicitari, ci mostrano situazioni che tutti noi più o meno viviamo quotidianamente ma sempre “speciali”: ci sono scene d’amore nei film dove non ci sia un accompagnamento musicale? Donne affascinanti che pesino più di 50 kili? Uomini che non siano muscolosi? Qual è il messaggio di cui si nutre il Critico? “Essere speciali”! Solo una cosa non ammette il critico: la normalità, essere” comuni”. Una donna che cerca di raggiungere le forme di una quattordicenne o un uomo che si sforza di arrivare al fisico ideale di un atleta o di un poliziotto d’acciaio, si sono entrambi imbarcati in un’avventura quanto meno utopistica. Tutto questo contribuisce a dare un immenso potere al Critico.

Che cosa ricordi del periodo della crescita sul fatto di essere speciale o comune? Sei stato spinto in una certa direzione? Chi ti spingeva e perché?

Cosa pensa il tuo Critico del fatto che potresti essere semplicemente una persona normale?

ALCUNI SUGGERIMENTI PER TRASFORMARE IL CRITICO IN ALLEATO

La trasformazione del critico interiore è fondamentale nella creazione della nostra autostima, non c’è un’altra energia così pesante e spiacevole nella nostra psiche.

Non mettersi mai a discutere con lui per fargli cambiare idea, l’avrebbe comunque sempre vinta;

Utilizzare l’umorismo, spesso un Critico eccessivo ci fa prendere troppo sul serio!

Domandargli: che cosa ti preoccupa? Cosa posso fare per prendermi cura di questa preoccupazione in maniera diversa?

IL MANDALA DEI TALENTI

Se riusciamo a separaci dal nostro Critico interiore ed iniziamo a trasformarlo, potremo avere a nostra disposizione le sue qualità: la mente oggettiva, la focalizzazione, la disciplina e l’autorevolezza. Questo esercizio può sostenervi nella realizzazione di un progetto personale o professionale.

Prevede due fasi:

L’inventario positivo. Scrivi la lista:

delle tue abilità e talenti innati

delle abilità e conoscenze acquisite

delle esperienze maturate (lavorative e di vita)

Una volta completato l’inventario, rileggi la lista con attenzione e assapora con gratitudine quanto hai scoperto.

Ora, su un foglio da disegno grande disegna un grande cerchio aiutandoti con un piatto e, senza troppo pensare, suddividi l’interno del cerchio in zone sinuose, ognuna delle quali rappresenta una delle abilità o talenti che hai elencato nella lista. Usa diversi colori, colora le diverse zone e scrivi al loro interno la qualità/abilità che rappresenta.

Alla fine guarda il tuo Mandala e lasciati sentire le emozioni e le reazioni che ti suscita. Ritaglialo ed appendilo in luogo dove puoi vederlo durante il giorno perché sostenga il tuo progetto. (Adattato dal libro di Franca Errani “Il Caleidoscopio interiore” – ed. M.I.R.) 

 

Sito web: www.heskaiher.com

Indirizzo: via Tenutelle 29A - 02040 Tarano (RI)
Telefono: 347 4179106; 392 8838177
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Sottoscrivo documento IVDA: SI
Iscritto all'Ass. VD dal: 2000
Facilita dal: 1995
Formazione fatta con: Franca Errani
Riceve a: Roma; via Skype; Spagna

Dottore in Psicologia, counselor relazionale supervisore, didatta e facilitatore di Voice Dialogue. Socia fondatrice e attuale Vicepresedente dell'Associazione Voice Dialogue Italia. Fondatrice e Direttrice dell’Istituto HeskaiHer e della Scuola di Counseling a Indirizzo Voice Dialogue, un percorso triennale di formazione con certificazione finale di Counselor Indirizzo Voice Dialogue, riconoscijuto da ANCORE, l’Associazione Nazionale Counselor Relazionali patrocinata dall'Università di Siena e membro di Federcounseling.
L'Istituto HeskaiHer propone inoltre attività di crescita per l'Essere Umano della Nuova Era;  e il Master in Counseling di gruppo.

Conduttrice di gruppi rivolti alle donne indirizzati alla ricerca ed allo sviluppo del proprio potenziale. Formatasi con l’ABHI alle Costellazioni Familiari.

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