Il Voice Dialogue e la psicologia dei sè

Il Voice Dialogue e la psicologia dei sè

Il Voice Dialogue

Vi è un misterioso reame dentro ognuno di noi che alternativamente attira e spaventa l’esploratore con la sua profondità, la sua complessità e le sue talvolta sorprendenti contraddizioni. Entrambi (Hal e Sidra, ndt) siamo stati da sempre affascinati da questo regno della psiche, con le sue molteplici sfaccettature; agli inizi degli anni ’70 abbiamo scoperto che la psiche conteneva molti sé individuali, ognuno con una sua modalità di percezione della realtà, con la sua storia personale, le sue caratteristiche fisiche, le sue reazioni emotive, le sue opinioni su come dovremmo vivere la nostra vita. Abbiamo così dedicato molto del nostro tempo, sia professionale che personale, all’esplorazione di questi sé che determinano in modo considerevole il corso della nostra vita, trovando che quanto più ci sintonizziamo su queste voci interiori, tanto più siamo in grado di esercitare una scelta reale rispetto al nostro destino individuale. 

La nascita della personalità

Alcune considerazioni sullo sviluppo della personalità e il ruolo fondamentale della vulnerabilità nelle nostre vite: tutti noi nasciamo totalmente vulnerabili e, nei primi anni, dobbiamo essere accuditi; la nostra vita dipende da questo. Perciò cominciamo a sviluppare molto presto una personalità che ci aiuti a proteggere questo nucleo vulnerabile: il Bambino Interiore che è con noi per sempre, che non cresce mai e di cui saremo sempre responsabili. Il modo con cui ci prendiamo cura di questo Bambino è uno dei fattori chiave nel determinare il tipo di personalità che sviluppiamo. Molto presto nelle nostre vite un “sé” comincia a svilupparsi per proteggerlo, un sé che abbiamo chiamato il Protettore/ Controllore: egli si guarda intorno e comincia a valutare quale comportamento è sicuro per il Bambino e quale invece può portare pena fisica o emotiva. Egli nota i comportamenti premiati o puniti, osserva le regole attorno a noi in modo che il mondo diventi prevedibile e abbia senso; in questo modo stabilisce un comportamento adatto al nostro ambiente. Quando funziona in modo corretto, è in grado di cambiare le regole per adeguarsi ad ogni nuovo input: ci aiuta a vivere in modo coerente, ed è per sua natura razionale. 

La psicologia dei sé 

Il Protettore/Controllore ci porta a sviluppare altri sé primari che lo sostengono, e insieme a loro costituisce il nostro Ego Operativo, rappresenta chi siamo nel mondo. Col passare del tempo, altre parti della personalità si sviluppano, e ognuna porta il suo contributo all’Ego Operativo. Può svilupparsi un sé Attivista, che vuole essere sicuro che facciamo quello che deve essere fatto – e magari di più: se infatti ci spinge abbastanza, allora noi avremo successo e nessuno potrà criticarci o attaccarci. Generalmente si sviluppa anche un sé Gentile che ci vuole attenti e compiacenti verso gli altri, così il nostro Bambino sarà al sicuro. Il Critico e il Legislatore Interiori si sviluppano affinché viviamo le nostre vite in accordo con le regole stabilite dal Protettore/Controllore: il Critico ci criticherà o ci farà sentire in colpa ogni volta che infrangiamo (o pensiamo di infrangere) le regole. Tutti insieme, questi sé costituiscono quello che è chiamato il sistema di sé primari, che definisce chi siamo nel mondo per noi stessi e per gli altri. 

I sé primari, i sé rinnegati e l’Ego consapevole

Quello che definiamo ”io” o personalità, è generalmente l’insieme del Protettore/ Controllore e dei sé primari; la funzione dell’io è di fornire una buona funzione esecutiva per la psiche; deve compiere scelte; deve guidare la nostra “auto” psichica, per tentare di portare ordine tra le parti in conflitto. Tuttavia, se l’io è costituito dal Protettore/Controllore e da alcuni altri sé primari (come gli esempi precedenti, Attivista, Gentile, sé razionali) allora le nostre scelte provengono dalla loro consapevolezza, dalla loro particolare psicologia. Questo è l’Ego Operativo che le discipline spirituali cercano di eliminare quando ci consigliano di eliminare l’ego in modo che il nostro sviluppo spirituale possa procedere. Questo dominio dei sé primari, che costituiscono l’Ego Operativo, significa che ci saranno altri sé, di natura opposta, che sono stati rinnegati o repressi. Ad esempio, se il Protettore/Controllore ha sviluppato un forte Attivista in modo da rendere la persona di successo nel mondo, vi sarà dall’altra parte un sistema di sé più o meno sviluppati associati con la mancanza di ambizione, la rilassatezza, il gioco… 

Il sistema di sé primari varia da famiglia a famiglia, da cultura a cultura, e cambia nel corso della nostra vita. Il tipo più comune di personalità nella nostra cultura prevede un forte Protettore/Controllore, e la vulnerabilità viene ampiamente rinnegata. In questo modo, i sé primari permettono alla persona di agire nel mondo con autorità e potere, ed è meno probabile essere feriti o vittimizzati. Sono le Voci con le quali ci identifichiamo; quelle che in una tale situazione restano danneggiate sono le parti che hanno a che fare con la vulnerabilità, la sensibilità, la timidezza, lo stato dell’essere, la espressione dei veri sentimenti ed emozioni. Questi sé sono visti come pericoli dai più potenti sé primari, e quindi sono repressi. 

Jane è una donna di 35 anni molto identificata con sua madre; questo ruolo è stato interiorizzato verso i 3 anni di età – questo è uno schema molto comune nelle famiglie disfunzionali. Jane è sempre disponibile verso gli altri, pronta a fare cose per loro, senza dare mai priorità ai suoi bisogni. Le sue Voci Madre Responsabile e Figlia Compiacente sono primarie, il suo sé Egoista e la sua Bambina Vulnerabile sono entrambe rinnegate. Come può anche solo sapere, Jane, di avere questi sé rinnegati? Il suo concetto di sé stessa è legato a questa definizione, che la rende sicura; questo è anche come gli altri la vedono. E’ vero che soffre di mal di testa e non dorme molto bene di notte, e che il suo matrimonio si è presto spento… tuttavia, fino a che sono i suoi sé primari a determinare la sua percezione del mondo, Jane non può collegare le azioni di questi sé ai suoi problemi. I sé primari sono la finestra o gli occhiali attraverso i quali ognuno di noi vede il mondo. Quando impariamo a separarci da essi e dalla loro realtà limitata, possiamo dare vita a quello che abbiamo chiamato un Ego Consapevole. L’Ego Consapevole è separato dai sé primari e diventa perciò capace di abbracciare anche i sé rinnegati dall’altra parte, senza identificarsi né con gli uni né con gli altri.Ogni lavoro di consapevolezza lavora a qualche livello con sé primari e sé rinnegati. Scoprire i sé primari è difficile perché rappresentano chi siamo nel mondo e in genere non c’è separazione da essi. Un modo efficace per scoprire i vostri sé primari è quello di scoprire i sé rinnegati. Prendete un momento per chiedervi: chi nella vostra vita “spinge” il vostro bottone emotivo? Chi giudicate? Viceversa, chi è così meraviglioso che vi sentite una nullità al confronto? Se potete scoprire e isolare la/le caratteristiche di queste persone, avete trovato uno o più dei vostri sé rinnegati. In generale, siamo molto giudicanti o affascinati dalle persone che ci mostrano i nostri sé rinnegati. Qualunque sia il caso, e di questo potete essere certi, la vita ci porterò i nostri sé rinnegati ripetutamente, fino a che non siamo in grado di reclamarli come nostri. Un sé rinnegato di Jane è portato dalle persone egoiste, che pensano a sé; la figlia maggiore e la sorella più piccola vivono questi sé nella vita. Jane è spesso in conflitto con loro e continuerà così finché non sarà in grado di separarsi dalla Voce Figlia Compiacente e potrà abbracciare il suo sé Egoista dall’altra parte, senza essere identificata con nessuno dei due.George è un avvocato di successo, deciso ma leale; detesta le persone deboli, che non sanno prendersi cura di sé, che sembrano vittimizzate dal mondo. Sfortunatamente, la figlia di George risponde a questa descrizione; soffre terribilmente a scuola e con gli amici; tutti sembrano sfruttarla. George ha sviluppato un sistema primario molto forte, con un Attivista, un sé Ambizioso, un Perfezionista, un Padre Controllante e un forte Uomo di Potere. La vulnerabilità, la debolezza, la timidezza sono diventate un anatema per queste Voci primarie. Tuttavia, ogni sé rinnegato torna a darci la caccia nella nostra vita: sono il nostro partner, i nostri figli, i nostri amici o nemici, i nostri colleghi… La figlia di George vive i sé rinnegati del padre: fino a che il padre non sarà capace di separarsi dai suoi sé primari, non sarà mai in grado di onorare i sé rinnegati dall’altra parte e forse, grazie a questo processo, liberare la figlia dal suo ruolo di vittima all’interno della famiglia.

Abbracciare e onorare un sé rinnegato non significa diventare quel sé; significa semplicemente sganciarsi dal sistema primario e imparare a onorare l’altra parte; non è necessario cambiare il proprio comportamento o diventare qualcun altro. Può essere qualcosa del genere: “Guarda, io ti riconosco. Ho paura di te e non posso lasciare che tu prenda in mano la mia vita, ma so che ci sei e sarò consapevole di te e ascolterò le tue parole. Sentirò quello che tu senti e ti onorerò come potrò”. Quando le Voci rinnegate escono le prime volte, sono spesso arrabbiate o distorte; tuttavia, possiamo scoprire che quello che vogliono è di essere riconosciute, onorate, ascoltate e prese sul serio, esattamente come voi e io vogliamo essere presi seriamente. Questo è il punto cruciale della questione. Questi sé, come abbiamo detto fin dall’inizio, sono reali: abitano il nostro corpo, ma sono come reali persone: quando vengono ignorate, diventano cattive e vendicative. Quanto più a lungo e profondamente sono state imprigionate, tanto più distorte e sgradevoli possono diventare tanto che, quando finalmente emergono, è spesso in una forma primitiva, provando così ai nostri sé primari che era veramente giusto reprimerle fin dall’inizio!

Onorare i sé non significa lasciare che gestiscano la nostra vita. Se una persona è stata molto identificata con dei sé rigidi e improvvisamente scopre degli aspetti più liberi, più fluidi, il nostro lavoro come terapisti non è di sostenere i nuovi sé fluidi contro quelli più tradizionali: questo non farebbe che sostituire un estremo con un altro. Questo è un punto molto critico nella New Age. La nostra esperienza è che la parte più conservativa e limitata della nostra natura è diventata un sé rinnegato per la maggior parte delle persone coinvolte nel lavoro di consapevolezza. Nel tentativo di crescere e cambiare, voltiamo la schiena alle nostre origini, al nostro conservatorismo di base; questo aspetto rinnegato viene quindi proiettato sulla società che viene vista conservatrice e negativa. Anche se la percezione può essere accurata, il giudizio che vi è dietro non aiuta le cose. Nessuno di noi può salvarsi dalla realtà delle nostre voci rinnegate: non vi è nulla di patologico in questa situazione. Ognuno di noi in questo momento è identificato con un sistema di sé primari e ognuno di noi ha un sistema di sé più o meno rinnegati che sta agendo. Per quanto lavoro psicologico possiamo fare, non ci salverà da questa condizione: l’inconscio è inconscio! La conoscenza di questa realtà ci offre una certa saggezza e il sollievo dell’accettazione. La psicologia degli Aspetti del Sé è un modo di vedere l’evoluzione della consapevolezza nell’individuo non come uno scopo da raggiungere ma come un processo da abbracciare.

Vi sono tre aspetti distinti nel processo di consapevolezza:

Visione Lucida (Awareness). E’ un punto di riferimento che ci permette di vedere con obiettività quello che sta accadendo dentro o fuori di noi. Non vi è giudizio e non vi è attaccamento a come si dovrebbe essere. Vi è semplicemente l’atto di testimoniare, è uno spazio di puro “insight”. Non è uno stato di azione.

L’esperienza energetica dei sé. L’esperienza della rabbia è diversa dal testimoniare la rabbia. Se una persona sperimenta la rabbia e non ne ha consapevolezza, allora rimane bloccato in questo stato e la consapevolezza non può evolvere. Se si ha la consapevolezza della rabbia, ma non la si sperimenta, allora si rimane legati al livello del testimone: neanche in questo caso la consapevolezza di sé può evolvere. Questa è la ragione per cui molti dei meditatori che incontriamo nella nostra pratica clinica non hanno relazione con le loro passioni: essi definiscono la consapevolezza di sé come lo stato del testimone (visione lucida) e rigettano l’atto di sperimentare le emozioni. Viceversa, le persone che hanno lavorato con un insegnante o terapista che identifica l’espressione delle emozioni come il percorso fondamentale della trasformazione, può rimanere agganciato al piano emotivo, continuando a reagire emotivamente senza essere capace di sganciarsi dalle emozioni. Sono entrambe necessarie – consapevolezza ed esperienza.

Il processo dell’Ego Consapevole (Aware Ego Process). L’ego è sempre stato definito come la funzione esecutiva della psiche, colui che compie le scelte. Abbiamo già esposto la differenza tra Ego Operativo e Ego Consapevole. Quest’ultimo cresce a poco a poco ed è capace di separarsi dai sé primari e di abbracciare i sé rinnegati o meno sviluppati. L’Ego Consapevole, diversamente dalla consapevolezza, è uno stato di azione, che può essere diretta verso il mondo o può essere semplicemente la capacità di gestire e vivere la tensione degli opposti.

Il Cammino futuro

La esplorazione e la “mappatura” della psiche porta nella nostra vita sorprendenti nuove consapevolezze ed eccitazione. Conoscere questo terreno dentro di noi diminuisce la nostra paura e vulnerabilità, e ci rende possibile vedere le opportunità e i pericoli della vita in modo più chiaro. L’integrazione di nuovi sé arricchisce la nostra esperienza. Sostituire un Ego Operativo con un Ego Consapevole ci offre un grande numero di scelte nella vita, là dove prima non ce n’era che una.

Tutte le terapie e le forme di crescita interiore lavorano a qualche livello con questi diversi sé. Il Voice Dialogue è il metodo che noi abbiamo elaborato. Non c’è fine alle Voci che possono essere contattate con questo metodo: se si sentono trattate con rispetto e onore, come persone reali, allora si aprono in modi meravigliosi. La scoperta dei tanti sé che abitano la nostra psiche e guidano a nostra vita è il compito numero no nel percorso di consapevolezza. E’ solo assumendo responsabilità dei nostri sé che possiamo smettere di vederli negli altri e, reclamando la nostra intera eredità, possiamo vedere gli esseri umani con maggior compassione e comprensione, e accettare la nostra condivisione di responsabilità per le difficoltà e il benessere del pianeta.

 

La dott.ssa FRANCA ERRANI è la Presidente Onoraria dell'Associazione Voice Dialogue
Italia, da lei fondata e diretta per molti anni.

Dal 1993 è in Italia la docente storica di riferimento del Voice Dialogue-Dialogo delle
Voci, che ha arricchito con un approccio psico-corporeo di sua creazione, al quale ha
dato il nome di BMD-BodyMindDialogue, che da sempre caratterizza l’insegnamento
del Voice Dialogue in Italia.

Questo è il giudizio di Hal e Sidra Stone su Franca Errani:"Come fondatori del Voice Dialogue,

siamo molto grati a Franca Errani per aver introdotto il nostro lavoro in Italia.

Lei è un'insegnante e una facilitarice ispirata e ispirante".

( Albion California, Novembre 2010).

Franca Errani è stata per diversi anni docente di Voice Dialogue all’Università di Siena nel Master
Comunicazione e Relazioni Interpersonali e nei Corsi di perfezionamento del Progetto
Corem.

Ha fondato l'Istituto InnerTeam e, con la collaborazione di uno staff di docenti e
collaboratori da lei formati, dirige la Scuola triennale di Counseling e Coaching
Indirizzo Voice Dialogue, giunta ormai alla 12° edizione. Inoltre ha creato il Master di
BMD-BodyMindDialogue per il conseguimento del titolo di BMD Trainer.

L'Istituto InnerTeam, nelle persone di Franca Errani e Giovanni Civita, ha partecipato in
sede internazionale alla stesura del Documento IVDA-International Voice Dialogue
Agreement, che contiene le linee-guida per tutti gli operatori di Voice Dialogue sparsi
nel mondo. Il documento IVDA ha ricevuto l'approvazione dei creatori del Voice
Dialogue, Hal Stone e Sidra Stone:

La dott.ssa Franca Errani ha curato personalmente la traduzione e/o la revisione di
molti libri riguardanti il Voice Dialogue e diversi ne ha scritti lei stessa. Si segnalano in
particolare:

- Il Caleidoscopio interiore, 3° edizione, InnerTeamEdizioni 2014. Una introduzione alla
Psicologia dei Sé e al Voice Dialogue – Dialogo delle Voci, con storie di vita e
testimonianze.

- I Venti del Risveglio, con carte disegnate da AnnaGrazia Ogier, Edizioni Andromeda,
1996. Una lettura junghiana degli Arcani Maggiori dei Tarocchi

- Il Critico Interiore, di Hal Stone e Sidra Stone, Nuova edizione rivista e aggiornata da
Franca Errani e Giovanni Civita, Macroedizioni, 2012

- Tu & Io, di Hal Stone e Sidra Stone, Nuova edizione curata da Franca Errani e Giovanni
Civita, Xenia Edizioni, 2009

- La Coppia viva, di Hal Stone e Sidra Stone, Edizioni Crisalide, 2006

- L’Anima del Management, di Franca Errani e Antonio Palmas, Edizioni Sì, 2008. Il
Coaching alla luce del Voice Dialogue-Dialogo delle Voci

- A Tavola con gli Dei, di Franca Errani e Giovanni Civita, Edizioni Sì, 2008. La Via del
Cibo alla luce del Voice Dialogue-Dialogo delle Voci

- Plus, di Nora Fusillo e Franca Errani, Edizioni Sì, 2011. Le problematiche professionali e
aziendali alla luce del Voice Dialogue-Dialogo delle Voci

- Energetics - Gli aspetti energetici nel Voice Dialogue, di Robert Stamboliev, InnerTeam
Edizioni, 2014

www.francaerrani.it franca.errani@innerteam.it

347 9743987

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